Interior Design

Il mio approccio alla progettazione d'interni non parte dall'arredo, ma dallo studio del vuoto. Credo in un’architettura che sappia dissolversi per lasciare spazio alla vita, alla materia e alle emozioni. Trasformo l'ambiente in un contenitore esperienziale, un palcoscenico dove ogni riferimento superfluo viene annullato per concentrare lo sguardo sull'essenziale.
Amo esplorare il concetto di "architettura dissolta". Utilizzo spesso tonalità profonde e superfici opache non per creare oscurità, ma per generare una dimensione di silenzio visivo. Progettare con me significa avere il coraggio di superare i canoni tradizionali: il mio obiettivo è accompagnare chi vive lo spazio oltre la superficie del "già visto", dimostrando che è proprio attraverso la sottrazione che si ottiene il massimo dell'intensità.
Non cerco pertanto la perfezione formale fine a se stessa, ma la creazione di un'atmosfera dove chi vive lo spazio smetta di guardarlo e inizi a sentirlo.

Un interno è per me riuscito quando le pareti scompaiono e restano solo i protagonisti: i materiali, la luce e l'uomo.

federico grazzini

"L'arpa di luce": oltre l'idea di scala

L’obiettivo era ambizioso: trasformare il corpo scala, visibile dal cuore del soggiorno, da semplice collegamento funzionale a spazio d’unione totale.
Volevo che i tre livelli della villa dialogassero senza interruzioni, annullando quella sensazione di "entrare e uscire" da un vano tecnico. Il mio desiderio era che l’abitante non percepisse la salita o la discesa, ma fluisse naturalmente da un piano all’altro, come se la casa fosse un unico, grande "respiro" verticale.
Per riuscirci, dovevo rompere gli schemi classici. Inserire una ringhiera o un parapetto tradizionale (per quanto di design) avrebbe inevitabilmente sottolineato la diagonale delle rampe, ribadendo la separazione tra i piani ed era esattamente ciò che volevo evitare. Osservando il vuoto tra le rampe, notai uno spazio di pochi centimetri: il varco perfetto per un elemento di raccordo puro. Immaginai qualcosa di etereo, un segno quasi invisibile ma capace di definire l'intero volume. Armato di filo a piombo e matita, ho tracciato i punti per una nuova prospettiva: una placca d’acciaio ancorata al soffitto del primo piano, equipaggiata con sette cilindri a LED ad alta intensità.
Da questi punti luce partono sette cavi d’acciaio che corrono tesi fino al pavimento dell’interrato. Il risultato è una cascata di luce e metallo che attraversa la casa: non più una scala che divide, ma un’arpa di luce che cuce insieme ogni livello, trasformando il passaggio tra i piani in un’esperienza sensoriale continua.

2011

VILLA PRIVATA A VARAZZE (SV)


Retail Design

Fare retail design oggi significa progettare un ecosistema in cui estetica, funzionalità e valori etici si fondono per costruire una connessione duratura tra la marca e la sua comunità.

Il retail design è una disciplina complessa e affascinante che fonde architettura, interior design e marketing strategico per dare forma agli spazi commerciali del futuro.
Nel contesto attuale del 2026, non si limita più alla semplice disposizione di scaffali e prodotti in un negozio, ma si è evoluto in una vera e propria regia dell'esperienza umana, dove l'obiettivo principale è trasformare il punto vendita in una destinazione memorabile e coinvolgente.

Il cuore di questa pratica risiede nella capacità di narrare l'identità di un brand attraverso lo spazio fisico, utilizzando materiali, luci e colori per creare un'atmosfera che risuoni emotivamente con il visitatore. Ogni elemento del percorso, dall'ingresso alla zona d'uscita, è studiato per guidare il comportamento del consumatore in modo fluido e intuitivo, rendendo l'atto dell'acquisto solo una parte di un'interazione molto più profonda.
Oggi, il retail design vive una fase di forte integrazione tecnologica, il cosiddetto approccio "phygital", in cui le innovazioni digitali vengono incorporate invisibilmente nell'arredo per abbattere le barriere tra shopping online e fisico. A questo si aggiunge una sensibilità ormai imprescindibile verso la sostenibilità, che spinge i progettisti a scegliere materiali circolari e soluzioni ad alta efficienza energetica.


Progettare l'invisibile

Il QueenTouch è più di un bowling: è un organismo in continua evoluzione. Dopo averne curato l'accesso, progettando un bancone "a flusso continuo" che permetteva a un singolo operatore di gestire cucina, bar e cassa senza mai incrociare il pubblico, la sfida lanciata da Lino, titolare visionario e pragmatico, si è fatta ancora più audace: trasformare un grande involucro esterno vuoto in uno spazio mutante.
Una sala capace di diventare, in pochi gesti, bar, tavola calda per grandi eventi sportivi sul maxischermo, sala convegni, discoteca o spazio per feste private.
L’anima del progetto risiedeva nelle enormi vetrate, una connessione costante con l’esterno e la luce era pertanto il mio primo avversario. Attraverso innumerevoli simulazioni di rendering, ho stabilito un vincolo architettonico rigoroso: tra i 90 e i 250 cm di altezza, lo spazio doveva essere un "vuoto ottico": niente sorgenti luminose, niente superfici riflettenti, ma solo nero profondo, per evitare che fastidiosi riflessi sulle vetrate disturbassero la visione dei contenuti o la profondità dell'ambiente.
Tavoli o Divani? Entrambi. Lungo le vetrate ho installato tavolini progettati su misura che, con un semplice movimento del piano, si convertono in comodi divanetti. Questa soluzione ha eliminato la necessità di spostare o stoccare sedute ingombranti, permettendo alla sala di passare da configurazione "cena" a "salotto" in pochi istanti.

Oggi, quella sala resta uno dei miei progetti più audaci: un ambiente dove nulla è stato lasciato al caso e dove, in un intero catalogo di arredi, l’unico elemento standard sono le sedie. Tutto il resto è pura invenzione architettonica al servizio dell'esperienza.

SALA Q-BOX

Bowling QueenTouch - Borgo San Dalmazzo (CN)

Partendo dall'acino, l'anima di Barò

Il progetto per la nuova sede di Barò Cosmetics rappresenta una sfida architettonica che ha trasformato un volume industriale inizialmente vuoto in un ecosistema aziendale vibrante e identitario. Lo spazio è stato plasmato per far convivere diverse funzioni: showroom, uffici amministrativi e grafici, sale riunioni, magazzino e un call center dedicato. L'esperienza inizia dallo showroom, concepito come un potente biglietto da visita sensoriale: qui, una scenografica vetrina di m 350x300 cattura lo sguardo con messaggi che celebrano la filosofia "BIO" del brand.
L'accoglienza è affidata a una zona lounge, con divani modulari verde acido, scelti per la loro flessibilità, che creano un contrasto energico con le tonalità calde del pavimento in legno. La distribuzione interna segue una logica di trasparenza e fluidità. Per separare gli ambienti senza appesantire i volumi, sono state utilizzate innovative strutture autoportanti bifacciali in MDF. Questi moduli a incastro, alti 192 cm, fungono contemporaneamente da quinte architettoniche e da eleganti espositori per i prodotti, mantenendo costante il contatto visivo tra i reparti, inclusa la suggestiva "Sala del Ceppo".
L'identità di Barò è scolpita letteralmente sulle pareti: elementi d'arredo a minimo ingombro si integrano verticalmente, mentre decori in rilievo e pellicole sagomate riproducono icone di vigneti e grappoli d'uva. Questa narrazione visiva celebra il legame indissolubile con il territorio piemontese. Sviluppato nel corso del 2020, l'allestimento riflette perfettamente la modernità e l'anima naturale dell'azienda, trasformando un guscio vuoto in una casa per l'eccellenza cosmetica.

Barò Cosmetics - Guarene

Realizzata da Portarredi srl

Altri progetti:

Sede Evertech - SAVONA
Lovacake articoli per neonato | TORINO
Fregugge&Vin focacceria/pasta fresca - SAVONA
2Gamma - Reception/Uffici - MONDOVI
Villa trifamiliare - progetto di ristrutturazione - ACQUI TERME
Villa Privata - progetto distributivo piano terra - CASTELLINO TANARO
Da Retta alla Mola - Lounge Bar | VARAZZE
Farmacia Aragno - MONDOVI
Il Macinino | Concept store - MONDOVI 
Tabaccheria Mantilleri - CARRU' 
Bottega del Castello - degustazione prodotti tipici - CARRU'
Tabaccheria La Mola - VARAZZE
Tabaccheria Bertone - SAVONA
Bar Ex Favo - CORNELIANO D'ALBA
Alpi Clima - grafica parete accesso uffici - MONDOVI
Gelateria Picadò - MONDOVI
Sala Gigante dei Giovi - BOMBARDIER - VADO LIGURE
Bar Il Grappolo d'Oro - MONFORTE D'ALBA
Appartamento privato - GENOVA NERVI
Restaurant / Lounge Bar LY | ADDIS ABEBA

federico grazzini

CONCEPT
IMMAGINE AZIENDALE
PROGETTAZIONE & DESIGN