federico grazzini
L’obiettivo era ambizioso: trasformare il corpo scala, visibile dal cuore del soggiorno, da semplice collegamento funzionale a spazio d’unione totale.
Volevo che i tre livelli della villa dialogassero senza interruzioni, annullando quella sensazione di "entrare e uscire" da un vano tecnico. Il mio desiderio era che l’abitante non percepisse la salita o la discesa, ma fluisse naturalmente da un piano all’altro, come se la casa fosse un unico, grande "respiro" verticale.
Per riuscirci, dovevo rompere gli schemi classici. Inserire una ringhiera o un parapetto tradizionale (per quanto di design) avrebbe inevitabilmente sottolineato la diagonale delle rampe, ribadendo la separazione tra i piani ed era esattamente ciò che volevo evitare. Osservando il vuoto tra le rampe, notai uno spazio di pochi centimetri: il varco perfetto per un elemento di raccordo puro. Immaginai qualcosa di etereo, un segno quasi invisibile ma capace di definire l'intero volume. Armato di filo a piombo e matita, ho tracciato i punti per una nuova prospettiva: una placca d’acciaio ancorata al soffitto del primo piano, equipaggiata con sette cilindri a LED ad alta intensità .
Da questi punti luce partono sette cavi d’acciaio che corrono tesi fino al pavimento dell’interrato. Il risultato è una cascata di luce e metallo che attraversa la casa: non più una scala che divide, ma un’arpa di luce che cuce insieme ogni livello, trasformando il passaggio tra i piani in un’esperienza sensoriale continua.
2011
VILLA PRIVATA A VARAZZE (SV)
Il QueenTouch è più di un bowling: è un organismo in continua evoluzione. Dopo averne curato l'accesso, progettando un bancone "a flusso continuo" che permetteva a un singolo operatore di gestire cucina, bar e cassa senza mai incrociare il pubblico, la sfida lanciata da Lino, titolare visionario e pragmatico, si è fatta ancora più audace: trasformare un grande involucro esterno vuoto in uno spazio mutante.
Una sala capace di diventare, in pochi gesti, bar, tavola calda per grandi eventi sportivi sul maxischermo, sala convegni, discoteca o spazio per feste private.
L’anima del progetto risiedeva nelle enormi vetrate, una connessione costante con l’esterno e la luce era pertanto il mio primo avversario. Attraverso innumerevoli simulazioni di rendering, ho stabilito un vincolo architettonico rigoroso: tra i 90 e i 250 cm di altezza, lo spazio doveva essere un "vuoto ottico": niente sorgenti luminose, niente superfici riflettenti, ma solo nero profondo, per evitare che fastidiosi riflessi sulle vetrate disturbassero la visione dei contenuti o la profondità dell'ambiente.
Tavoli o Divani? Entrambi. Lungo le vetrate ho installato tavolini progettati su misura che, con un semplice movimento del piano, si convertono in comodi divanetti. Questa soluzione ha eliminato la necessità di spostare o stoccare sedute ingombranti, permettendo alla sala di passare da configurazione "cena" a "salotto" in pochi istanti.
Oggi, quella sala resta uno dei miei progetti più audaci: un ambiente dove nulla è stato lasciato al caso e dove, in un intero catalogo di arredi, l’unico elemento standard sono le sedie. Tutto il resto è pura invenzione architettonica al servizio dell'esperienza.
SALA Q-BOX
Bowling QueenTouch - Borgo San Dalmazzo (CN)
Il progetto per la nuova sede di Barò Cosmetics rappresenta una sfida architettonica che ha trasformato un volume industriale inizialmente vuoto in un ecosistema aziendale vibrante e identitario. Lo spazio è stato plasmato per far convivere diverse funzioni: showroom, uffici amministrativi e grafici, sale riunioni, magazzino e un call center dedicato. L'esperienza inizia dallo showroom, concepito come un potente biglietto da visita sensoriale: qui, una scenografica vetrina di m 350x300 cattura lo sguardo con messaggi che celebrano la filosofia "BIO" del brand.
L'accoglienza è affidata a una zona lounge, con divani modulari verde acido, scelti per la loro flessibilità , che creano un contrasto energico con le tonalità calde del pavimento in legno. La distribuzione interna segue una logica di trasparenza e fluidità . Per separare gli ambienti senza appesantire i volumi, sono state utilizzate innovative strutture autoportanti bifacciali in MDF. Questi moduli a incastro, alti 192 cm, fungono contemporaneamente da quinte architettoniche e da eleganti espositori per i prodotti, mantenendo costante il contatto visivo tra i reparti, inclusa la suggestiva "Sala del Ceppo".
L'identità di Barò è scolpita letteralmente sulle pareti: elementi d'arredo a minimo ingombro si integrano verticalmente, mentre decori in rilievo e pellicole sagomate riproducono icone di vigneti e grappoli d'uva. Questa narrazione visiva celebra il legame indissolubile con il territorio piemontese. Sviluppato nel corso del 2020, l'allestimento riflette perfettamente la modernità e l'anima naturale dell'azienda, trasformando un guscio vuoto in una casa per l'eccellenza cosmetica.
Barò Cosmetics - Guarene
Realizzata da Portarredi srl
Sede Evertech - SAVONA
Lovacake articoli per neonato | TORINO
Fregugge&Vin focacceria/pasta fresca - SAVONA
2Gamma - Reception/Uffici - MONDOVI
Villa trifamiliare - progetto di ristrutturazione - ACQUI TERME
Villa Privata - progetto distributivo piano terra - CASTELLINO TANARO
Da Retta alla Mola - Lounge Bar | VARAZZE
Farmacia Aragno - MONDOVI
Il Macinino | Concept store - MONDOVI
Tabaccheria Mantilleri - CARRU'
Bottega del Castello - degustazione prodotti tipici - CARRU'
Tabaccheria La Mola - VARAZZE
Tabaccheria Bertone - SAVONA
Bar Ex Favo - CORNELIANO D'ALBA
Alpi Clima - grafica parete accesso uffici - MONDOVI
Gelateria Picadò - MONDOVI
Sala Gigante dei Giovi - BOMBARDIER - VADO LIGURE
Bar Il Grappolo d'Oro - MONFORTE D'ALBA
Appartamento privato - GENOVA NERVI
Restaurant / Lounge Bar LY | ADDIS ABEBA