federico grazzini
Il progetto FIGLI NOTTAMBULI, nato all'interno del Dipartimento per le Tossicodipendenze dell'ASL 2 Savonese, ha rappresentato un approccio innovativo e creativo alla prevenzione del consumo di nuove sostanze tra i giovani. Sotto la guida della Dott.ssa Maura Chiarlone e con il coordinamento scientifico di Mauro Selis, l'iniziativa si propose di superare i metodi informativi tradizionali per stabilire un canale di comunicazione più diretto ed efficace con le nuove generazioni.
Il cuore del progetto risiedette nel tentativo di parlare lo stesso linguaggio dei ragazzi, agendo sul piano emotivo e percettivo attraverso strumenti grafici e interattivi definiti "seduttivi". Un esempio significativo fu lo Sballo Test, un gioco di carte ispirato al sette e mezzo che trasformò l'informazione in un'esperienza ludica, facilitando il dialogo su temi complessi. A questo si aggiunse una serie di cartoline e flyer dal design accattivante che trattarono in modo esplicito e senza tabù non solo gli effetti delle diverse droghe (dalle anfetamine all'LSD, fino all'ecstasy), ma anche temi correlati come il sesso sicuro e i pericoli derivanti dal mix di alcol e sostanze.
L'intero impianto poggiò su una solida rete territoriale che coinvolse psicologi, educatori e personale sanitario, operando in sinergia con i Ser.T. locali e le comunità terapeutiche come "La Loppa", "Cascina Piana" e il "Buon Pastore". In definitiva, FIGLINTTAMBULI si configurò come un sistema moderno di risposta alle dipendenze, dove l'analisi dei bisogni e la prevenzione passarono attraverso un'estetica e un vocabolario vicini alla cultura giovanile, con l'obiettivo di favorire un "metabolismo mentale" capace di elaborare correttamente i rischi legati allo sballo.
OLTRE 40.000 CARTOLINE DISTRIBUITE IN LOCALI DELLA RIVIERA
Anfetamine: Questa sezione ha illustrato come tali stimolanti chimici agiscano sul corpo in modo simile all'adrenalina. Le immagini e i testi hanno descritto la fase di euforia o "rush", caratterizzata da energia e maggiore fiducia in sé, ma hanno anche messo in guardia contro la successiva fase depressiva e i rischi di paranoia e violenza.
Cannabis: è stata descritta la pianta di Cannabis Sativa e i suoi derivati come hashish e marijuana. Oltre agli effetti di rilassatezza e allegria, la slide ha evidenziato rischi concreti come la perdita di coordinazione, le difficoltà cognitive e le potenziali crisi d'ansia o "paranoie".
Ecstasy: La presentazione ha analizzato l'MDMA, sostanza con effetti sia anfetaminici che psichedelici. Le grafiche hanno supportato la spiegazione dei gravi rischi fisici, come l'innalzamento della temperatura corporea e la disidratazione, avvertendo sui possibili danni a lungo termine alle funzioni cerebrali.
L.S.D.: Le slide dedicate agli acidi hanno presentato la sostanza come un prodotto di sintesi venduto in varie forme, come i celebri "francobolli". L'apparato visivo ha cercato di rendere l'idea delle forti alterazioni percettive, delle allucinazioni e della difficoltà nel distinguere il reale dall'immaginario, sottolineando il pericolo di danni permanenti all'equilibrio psichico.
Flyer Speciali: Oltre alle singole droghe, il progetto ha incluso materiali dedicati al "Safe Sex", per prevenire comportamenti sessuali a rischio sotto l'effetto di sostanze, e all'"Alcol Mix", focalizzato sul pericolo estremo di mescolare alcolici e stupefacenti.
Il progetto realizzato nel 2007 per la Provincia di Savona e l'ASL 2 Savonese, intitolato "Io non me la bevo", si configura come una campagna di prevenzione e sensibilizzazione contro l'abuso di alcol, rivolta in particolare al mondo giovanile. La particolarità visiva della presentazione risiede nell'impatto delle immagini, nate dalla collaborazione creativa tra Federico Grazzini, che ne ha curato il montaggio e il progetto grafico, e Gino Russo, autore degli scatti fotografici. Ogni immagine è stata studiata per rappresentare visivamente e metaforicamente gli effetti delle sostanze, cercando di abbattere i miti comuni legati allo "sballo".
Di seguito una descrizione dettagliata delle singole sezioni e del significato visivo delle slide:
"BERE... tira su?" (Prestazioni sessuali):
L'immagine affronta il mito dell'alcol come afrodisiaco. Il testo mette in guardia sulla discrepanza tra il desiderio stimolato e il calo effettivo delle prestazioni fisiche, citando Shakespeare per sottolineare come l'alcol ostacoli, alla fine, ogni tipo di performance.
"Mi sento una regina?" (L'abuso al femminile):
Questa slide è dedicata all'alcolismo "in rosa", evidenziando come le differenze fisiologiche rendano la donna più vulnerabile ai danni fisici e psichiatrici. L'immagine contrasta l'illusione glamour delle pubblicità con la dura realtà della perdita di controllo e dei rischi per la salute.
"Hai fatto il pieno? / Vuoi farti l'ultimo giro" (Guida in stato di ebbrezza):
Rappresentata visivamente da uno scheletro che tiene in mano delle chiavi dell'auto su uno sfondo stradale, questa sezione è un monito diretto sui pericoli mortali della guida dopo aver bevuto. Viene spiegato come l'alcol trasformi l'agilità mentale in movimenti lenti da "bradipo" e come metà dei decessi stradali tra i giovani sia legata all'abuso di alcolici.
"Bevo dunque sono" (Paradisi artificiali e isolamento):
L'immagine evoca il rischio di rifugiarsi nell'alcol per fuggire dalle difficoltà quotidiane o dallo sconforto. Il progetto avverte che quello che sembra un sollievo "magico" è in realtà un paradiso artificiale che può trasformarsi rapidamente in un inferno di agitazione e allucinazioni.
"Game Over" (Conseguenze estreme):
Rappresentata visivamente da un interno d'auto trasformato in una sorta di videogame con un joystick al posto del volante e uno schermo che segnala un incidente, questa slide sintetizza la perdita di contatto con la realtà. Il messaggio è chiaro: nella vita reale non esiste un tasto "reset" dopo un incidente causato dall'alcol.
L'intero progetto grafico utilizza un linguaggio diretto e provocatorio per favorire un "metabolismo mentale" dei rischi, invitando i giovani a consumare l'alcol in modo consapevole senza lasciarsi consumare da esso.